Guadagni nel Primo Anno di Network Marketing: Dati Reali che Nessuno Ti Racconta

Il 97% delle persone nel network marketing guadagna meno di €100 al mese nel primo anno.

Questo è il dato da cui partiamo oggi. Non la carota della macchina aziendale, non i €5000 al mese subito, non i sogni venduti da chi ha interesse a farti entrare. Dati reali, raccolti nel 2024, che ti mostrano la realtà del mercato senza prenderti in giro.

Perché te li racconto? Perché se conosci la realtà, puoi fare parte di quel 3% che ottiene risultati veri. Se invece ti fai abbagliare dalla carota, finirai come quella persona che conosco: entrata in un network convinta che i fatturati richiesti per la macchina aziendale fossero fattibili. Ha concluso zero, perché non erano fattibili per niente. La carota l’aveva distratta da un’analisi oggettiva.

La statistica che fa male

Ho preparato un’analisi grafica del settore guardando le fasce di guadagno in base alla percentuale dei networker. La situazione è questa: pochissimi guadagnano nel primo anno, e quando dico pochissimi intendo che molti non arrivano nemmeno a qualche centinaio di euro.

Dato shock: solo l’8% supera i €500 al mese nel primo anno.

La domanda che dovresti farti è: cosa può condizionare il fatto che qualcuno nel primo anno arrivi già a migliaia di euro? A parte un piano marketing che ti paga bene — e se ti paga troppo bene tocca stare attenti, guardati i video sulla due diligence e sui network legali e illegali — il fattore determinante è la viralità.

Il network marketing è caratterizzato dalla viralità che porta a quell’aumento esponenziale dei guadagni, quindi all’interesse composto. Se non scatta la viralità, i numeri rimangono bassi.

Perché la maggior parte fallisce

Guardiamo gli errori che uccidono i risultati, così sai di che morte morire ed eviti di farla.

Il primo errore sono le aspettative irreali. Credere ai guadagni di €5000 al mese subito è da ingenui. €5000 al mese subito non li fa neanche uno che inizia una gavetta in un lavoro normale. Se vai in un nuovo posto di lavoro possono prometterti che lo stipendio parte da X e poi ti daranno Y, ma non parti già al massimo. E se ti metti in proprio, sai benissimo che beghe hai all’inizio.

Il secondo errore è non trattare il network come un business. Lo prendono come un gioco, come una scommessa, come “speriamo in Dio”. Poi si lamentano che non funziona.

Il terzo errore è la mancanza di consistenza. Lavorano a intermittenza invece che tutti i giorni. Abbiamo visto in altri contenuti quanto sia fondamentale la costanza quotidiana. E soprattutto non hanno neanche un obiettivo chiaro.

Le statistiche dicono che la maggior parte abbandona dopo 2-3 mesi dicendo “non funziona”. No, sei tu che non funzioni. Il sistema funziona, perché magari tu hai iniziato con Tizio e Caio, e Tizio e Caio invece stanno fatturando e guadagnando un casino mentre tu no. Avete stesso piano marketing, stesso tutto. Siete voi la differenza.

Il quarto errore è non avere nessuna strategia, nessuna idea di come procedere. Manca qualcuno che ti aiuti ad anticipare gli errori e a imparare a ragionare. Il mindset è fondamentale, e qui ci deve essere lo sponsor se è già preparato, oppure l’upline. Se lo sponsor non è preparato, vai upline in upline finché non trovi in alto qualcuno che è buono e in grado di aiutarti. Statisticamente qualcuno ci deve essere.

Il quinto errore è il focus sbagliato. Vendono sogni invece di soluzioni, vendono aria. Non capiscono i bisogni reali del target. Io dico sempre ai miei: chi domanda comanda. Fate le domande, conoscetele, ascoltate attivamente le persone. Se loro hanno un bisogno che noi non siamo in grado di soddisfare, o il semaforo è rosso, non appioppate nulla. Vi bruciate il contatto. Se un giorno il semaforo sarà verde, avanti. Se ve lo dicono loro due secondi prima di un bisogno di cui voi avete la soluzione in mano, vai.

Il sesto errore è sottovalutare l’investimento in formazione. La maggior parte delle persone non si forma, pensa di essere già arrivata oppure pensa che senza formazione sia sufficiente. Ti faccio una domanda provocatoria: se ti vendono la possibilità di guadagnare €1000-2000 extra al mese con la sola operatività, e tu dici che le competenze ce le hai già, perché cavolo non l’hai fatto prima? Se hai già le competenze, sul tavolo hai già €2000 pronti se ti sbatti. Magari ti lamenti anche del tuo lavoro normale che ti dà solo €1000. Cosa aspetti ancora? Se non l’hai fatto, vuol dire che non sei in grado, e quindi devi formarti per arrivare a essere in grado.

Il settimo errore è non reinvestire i primi guadagni. Io dico sempre, specialmente ai ragazzi giovani e agli studenti universitari con cui lavoro: i primi €79 li reinvestiamo per fare l’upsell e l’upgrade. È parte dell’accordo operativo che facciamo insieme.

Cosa fa di diverso l’8% che ce la fa

Se la maggior parte fa A, noi dobbiamo fare B. Vediamo le leve che fanno la differenza.

La prima leva è il mindset imprenditoriale. Trattano il network marketing come un business vero, come un’azienda, come fare impresa. Quello che sto applicando coi miei collaboratori è esattamente questo: ci sono gli operativi che sono i nuovi che entrano e imparano cosa va fatto. Quando l’operativo sponsorizza qualcuno, lui dovrà gestire i suoi diretti e magari essere anche operativo per se stesso, in base al tipo di obiettivo che ha. Quando il suo diretto sponsorizza qualcuno, lui dovrà dirigere il suo diretto che dovrà gestire il nuovo ingresso. Direttore, manager, operativo. È l’azienda.

Quando io sono partito mi dovevo arrangiare da solo, di conseguenza ero tutte e tre le cose insieme. Adesso dirigo, gestisco i miei diretti per chi deve ancora approcciarsi, e soprattutto vado a implementare le strategie per colpire nuovi mercati.

La seconda leva è la pianificazione a 12-24 mesi, non a 30 giorni. Fai un obiettivo e poi lo pianifichi scomponendolo in step. Ci deve essere una timeline minima in cui la persona è committed di almeno un anno o due. Investono prima di pretendere i risultati.

Quando sono entrato io, l’aspettativa era fumo negli occhi e mi hanno convinto. Adesso la raddrizzo molto con i miei. Se non c’è coerenza con i propri valori, l’obiettivo è già fracassato di per sé. In quel caso raddrizziamo l’obiettivo calandolo, così ci si fa meno male ed è meno faticoso.

La terza leva è il focus sui valori reali. Risolvono problemi concreti: risparmio, utilità. Non vendono opportunità, vendono soluzioni. Lo dice anche Gianluca Spadoni nei suoi seminari online gratuiti. Costruiscono relazioni, non liste di contatti. Ecco perché dico ai miei: quando parlate con qualcuno, ascoltateli davvero. Fate uno switch completo. “Ah, lo faccio già.” Benissimo, amplificate. Dovete ricordare quello che dicono e possibilmente usare le loro parole.

La quarta leva è avere un sistema e dei processi. Schedulare, sapere operativamente come si fanno le cose per poi replicarle e farle fare a più persone. E soprattutto monitorarle: com’è andata? KPI alla mano. Quante chiusure e quante non chiusure. Ogni settimana quanti nuovi ingressi di clienti, quante vendite, quanti nuovi collaboratori. E ottimizzare il più possibile: se una cosa non funziona ma il sottostante ha valore e potenzialità, ottimizzi quello che non va. Se invece non ha mercato né nicchia, evita completamente di farla.

La quinta leva è la pazienza strategica. La pazienza è la virtù dei forti, e cazzarola è verissimo. Sanno che i risultati arrivano gradualmente. Ricordati che veniamo pagati in rendita, entrata passiva. Quando guadagniamo quella royalty, in quel mese potremmo non aver fatto più nulla, ma ci arriva comunque. Passive income. Però prima ha richiesto un lavoro. Prima va fatto il lavoro che sappiamo avrà un ROI di un certo tipo e ci darà un passive income.

Reinvestono i primi guadagni in formazione e in loro stessi, perché veniamo sempre più pagati tanto più valore viene percepito dal mercato e portiamo sul mercato. Costruiscono per il lungo termine.

La domanda provocatoria

Ti faccio una domanda. Se io ti dicessi: fai il tuo network, vai avanti, e se investi su te stesso in azienda i primi €200, questi matematicamente ti producono €25.000, cosa faresti? Lo faresti o non lo faresti?

Te lo dimostro nero su bianco.

Questo è il concetto. È fondamentale avere un atteggiamento molto diverso, non da dipendente ma da quadrante I di impresa o futuro tale.

Lo scenario realistico vs quello ottimistico

L’investimento iniziale varia da azienda ad azienda. Ci sono aziende con una fee di ingresso di €500, altre molto più basse. Il tempo dedicato dipende da te, però almeno qualche ora tocca farla, gioia bella, sennò come fai? Devi imparare il mestiere, le competenze, conoscere il prodotto o servizio. C’è tanta roba. Ogni ritaglio di tempo che hai, anche mezz’oretta qua e là durante la giornata, venti minuti, un quarto d’ora, usalo.

La formazione dev’essere continua. Se è gratuita bene, sennò devi mettere in conto di investire anche quei soldi lì, quindi devi avere già un’entrata che ti permetta almeno di coprire quelle spese.

Nello scenario base realistico, il risultato del primo anno può oscillare tra €800 e €2000. Se il piano marketing lo permette — e ci sono piani marketing che ti danno una provvigione di €100-200 su una vendita — ci metti poco a quel punto, se sei bravo a creare una rete, ad arrivare a €800 o più.

Lo scenario ottimistico invece è roba da top performer, una mosca bianca su cento, anzi per me una su mille. Per raggiungere quei numeri devi essere una persona capace di essere virale, un opinion maker, con skills già in tasca o essere predisposto ad assimilarle con una velocità importante. Nel frattempo riesci a essere performante mano a mano che ti formi, come se fossi già un esperto di vent’anni pur avendo iniziato ieri.

L’esperienza pregressa di vendita potrebbe aiutare, anche se ho notato che chi è bravo nella vendita spesso non è bravo a insegnare ai suoi e non è duplicabile. A quel limite col piano compensi ti sfoghi con le provvigioni personali, ti sfondi, ma non fai rete. Non attivi l’interesse composto.

I top performer dedicano 20 ore a settimana di qualità, investono significativamente in formazione portando più valore al mercato, e partono con un network personale ampio, un circolo di influenza già vasto e possibilmente non bruciato precedentemente.

Ci sono top performer che vanno a parlare alla GoPro di Eric Worre e fanno 30 ingressi al giorno tra clienti e collaboratori. Fai una botta di conti: 30 ingressi al giorno per 30 giorni sono 900 ingressi in un mese. Per 12 mesi. Infatti fatturano milioni. E hanno giustamente modo e diritto di parlare alla GoPro per formare altri networker.

Cosa è realistico e cosa no

Cosa è realistico nel primo anno? Guadagnare qualche centinaio di euro, possibilmente di royalty costanti oppure royalty più bonus una tantum. Costruire competenze di vendita e leadership attraverso formazione continua. Creare un network di relazioni professionali di alto spessore e qualità. Sviluppare la mentalità da imprenditore.

Cosa non è realistico? Pensare di diventare ricchi velocemente, soldi facili senza formarsi. Lavorare due ore a settimana e avere chissà che forme di entrata. Successo senza investimento in tempo e denaro, senza sacrificare e impegnarsi.

Il segreto finale

Il network marketing è un business di persone. L’ho compreso riflettendoci: il network marketing altro non è che fare un franchising con un costo di implementazione bassissimo. E il franchising qual è? Ogni collaboratore. Ogni collaboratore è la tua rete.

Se aiuti abbastanza persone a ottenere quello che vogliono, otterrai automaticamente quello che vuoi tu. Più persone aiuti, più vieni pagato.

Non è il mercato che determina il tuo successo, ma la qualità delle relazioni che costruisci e il valore che porti alle persone.


Se vuoi ottimizzare quello che stai già facendo nel network marketing, o scoprire come iniziare con solo €20 e crearti un’entrata a rendita, prenota una call gratuita di 30 minuti. I primi guadagni li reinvestirai per creare un’azienda che lavora al posto tuo.

In bocca al lupo per la costruzione del tuo albero di Yggdrasill.

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Maurice Zangheri – Via Montescudo, 82 – 47853 – Ospedaletto di Coriano (RN) – Italy

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