Come Risparmiare Senza Rinunciare alle Cose che Ami: La Guida Pratica
“I soldi mi scappano di mano. Entrano da una parte, escono dall’altra.”
È l’obiezione più comune che sento. E la capisco, perché è esattamente quello che succede quando non hai un sistema. Oggi riprendiamo il discorso su come risparmiare senza privarti delle cose che ami davvero, con suggerimenti pratici che puoi implementare già da domani.
L’obiettivo non è diventare uno che vive di pane e acqua. L’obiettivo è essere intelligenti su come spendi, così che le cose che ami veramente le puoi continuare a fare — magari anche meglio di prima.
Il punto di partenza: cosa ami davvero?
Prima di tutto devi monitorare le tue entrate e le tue uscite. Se hai una sola entrata, peggio, perché oggigiorno ci tocca avere almeno due o tre forme di entrata. È brutto da dire, ma è così. Il mondo è cambiato.
L’esercizio che ti chiedo è semplice: prendi carta e penna e scrivi tutte le voci di spesa che hai. A fianco, metti le cose che ami fare. Spesso sono cose che richiedono un costo, ed è proprio lì che dobbiamo lavorare.
Prenditi quello che ti piace di più, segnatelo, evidenzialo. E chiediti: perché è importante per me? “Mi fa stare bene.” Benissimo. Ma in che senso? A livello di salute, tipo palestra o attività fisica? Bene, quello va a colpire il pilastro della salute nella ruota della tua vita, e te lo devi tutelare.
Vai a definirti esattamente tutte le cose importanti, perché ce ne sarà qualcuna che dovrai contenere, limitare o sospendere. Dipende dalla tua forma di entrata. Non sapendo chi ho davanti, ti do tutti i pattern possibili — e dico possibili, non tutti, perché ci sono sempre sfaccettature e casi d’uso nuovi.
L’esercizio delle due liste
Dall’altra parte, sempre con carta e penna, scrivi le tue spese regolari. Tutte. Io per esempio monitorizzo tutto, anche gli abbonamenti di Aruba per le PEC, perché ho una PEC privata, una dell’associazione, eccetera. Devo tenere traccia di tutto.
“Diventi matto.” No. Perché una volta che vai a regime devi soltanto fare manutenzione. All’inizio devi crearla, quello sì, richiede più tempo. Ma datti un momento in cui ti chiudi dentro una stanza, nessuno ti rompe le scatole, e cominci a farlo. Magari mezz’ora al giorno finché non hai terminato.
Datti anche un obiettivo. Comincia a fare delle challenge, delle sfide, magari anche con gli amici. O con te stesso, che sei lo sfidante e l’autosabotatore per eccellenza. Un obiettivo di risparmio settimanale o mensile, con la parte di automatismo: ti arriva lo stipendio sul conto, fai un bonifico automatico su un altro conto da cui non puoi facilmente prelevare. Li vedi lì, ma di fatto c’è un’altra trafila se vuoi prelevarli.
Perché è necessario capire i propri valori? Come diceva Seneca: non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove vuole andare. Senza un obiettivo specifico e senza la mentalità corretta, le tue abitudini di spesa rimarranno così come sono. Lascerai tutto al caso o lascerai che siano fattori esterni a pilotare il tutto. In realtà devi essere tu al timone della tua barca, tu che guidi la tua macchina.
Suggerimento cinque: sostituisci con qualcosa di minore impatto
Negli altri suggerimenti che abbiamo visto c’era quello di mettere da parte un tot al mese o alla settimana, magari €5 alla settimana da incrementare gradualmente. C’era anche quello di dedicarti a obiettivi di cashback.
Se ti piace andare al cinema e sei un fanatico, non puoi farne a meno? Benissimo. Prenditi un pacchetto di X entrate, magari te lo danno scontato con la tessera soci o fidelity o non so che cacchio. La cosa migliore è questa: ti piace quella cosa, bene, trova una versione più economica. O meglio ancora, se paghi uguale ma hai un cashback che puoi riutilizzare per le spese primarie.
Come del resto fa la realtà che noi conosciamo — per chi vuole informazioni come consumatore o come professionista partita IVA che vuole attivare questo servizio e differenziarsi sul mercato, può contattarmi e spiego chiavi in mano come funziona.
Crea una lista dei sostituti. Annota le alternative praticabili. Se non ne trovi, informati, vai sul web, guarda i siti che lanciano promozioni. Iscriviti a newsletter di circuiti di professionisti o iniziative che puntano a tutelare i consumatori. Nel 2025 questi strumenti li abbiamo, basta conoscerli. E se li conosciamo, basta agire. Spesso procrastiniamo per qualche strano motivo che poi tanto strano non è.
Suggerimento sei: aspetta 24 ore per gli acquisti impulsivi
L’essere umano tendenzialmente si muove per emozioni, e l’impulsività può essere manipolatoria. I mass media e chi vende adottano questo fattore, vanno a toccare determinati nervi per cui la persona viene persuasa e indotta ad acquistare. Lo conosco molto bene.
Quindi aspetta almeno 24 ore. Io sono uno di quelli che dice: a meno che io debba comprare qualcosa che ho già messo per iscritto nella lista delle cose che mi servono. Spesso trasformo la spesa in investimento — come la formazione, quando me la sono segnata è già budget. Quando mi arriva l’opportunità ragiono 24 ore, parlo con il rivenditore e dico: “Guarda, questa cosa mi può interessare ma ho bisogno di ragionarci sopra per capire se risponde alle mie esigenze o se devo attendere un prodotto migliore.”
L’ultima volta feci così. Quando ho deciso, ho mandato il messaggio: “Bene, dove devo pagare e come.” Ma ho aspettato per ragionarci sopra.
Il consiglio pratico è questo: salva gli articoli nel carrello ma aspetta 24 ore. Spesso l’impulso svanisce e passa la versione razionale. Non il Moris impulsivo che compra, ma il Moris che ha ragionato e poi compra.
Lo faccio per esempio su Amazon. Amo fare la birra in casa, i malti li metto nel carrello ma poi mi chiedo: mi serve adesso necessariamente? No. Li tengo buoni perché se arriva un periodo scontato, li compro scontati. Come la birra IPA che ho preso scontata al 30%. Ho pagato le spese di spedizione, ma alla fine ho comunque risparmiato.
La regola dell’1%: il bonus
Tendenza crescente: incrementare l’obiettivo di risparmio mensile dell’1%. Se hai messo da parte €50 in un mese, sfidati a metterne 51 il mese successivo. Ok, lo so che non è proprio l’1% matematico, ma il concetto l’hai capito.
Io ti suggerirei di incrementare senza fissarti sulle percentuali esatte. Se ogni mese puoi mettere da parte €50, sfidati a mettere 55, poi 60. Qualunque cosa, metti una quota sempre superiore. Incrementa in maniera scalare, piano piano. Non fare salti della Madonna, ma fallo.
Arriverà il punto in cui ti stimolerai ad aumentare le entrate perché vedi che funziona. Dirai: “Cacchio, non mi accontento? Allora facciamo una cosa, adesso aumentiamo le entrate.”
La domanda scomoda sulla formazione
Da risparmio dobbiamo passare a pensare anche a investire. Investire in formazione, in esperienza, in strumenti. A seconda dei casi.
Ti faccio una domanda retorica. Comprare un corso o andare a cena con una persona che ha esperienza nell’ambito in cui stai operando — magari un concorrente che ha fatto numeri della Madonna nella nicchia in cui vuoi entrare — è un costo o un investimento?
Fare formazione attinente alla nicchia in cui operi o dove vuoi crearti un extra, è un costo o un investimento?
Carta e penna. Scrivi la parola: investimento o costo.
Se per te è un costo, dovrai lavorarci sopra. Devi comprendere a livello educativo che deve essere un investimento, altrimenti non ti formerai mai e rimarrai quello che sei con gli stessi risultati di adesso. Errare è umano, perseverare diabolico.
Se per te è un investimento, bene. Quanto stai investendo? Se è un costo, spendi meno possibile ogni anno, magari azzeri il budget della formazione. Se invece è un investimento, scrivi la cifra esatta che hai investito nel 2024.
Mi auguro che sia maggiore di €2000.
E quante volte hai ripetuto quei contenuti? Fai questo recap onesto e trasparente, perché se dici che è un investimento ma hai investito spiccioli e ore banali, c’è un’incoerenza evidente.
La mentalità di crescita vs la mentalità conservativa
Se la mentalità è conservativa, tendenzialmente non ti muoverai. Ci sarà il fattore della paura che ferma le persone. Io sono uno che ha sempre detto a chi lavora con me, ai miei collaboratori della mia rete, che la paura non deve fermare. Esiste da sempre nella natura umana, e chi non ha paura di nulla è pericoloso. La paura ci aiuta, ma deve essere gestita.
Quindi investi in qualunque cosa — formazione, esperienza, o metti soldi a reddito. Valuta prima di agire, in modo che ci sia sempre un margine di rischio calcolato, ma non ci sia la paura che ti ronza nell’orecchio o che ti blocca. Una volta che hai fatto, non avrai l’ansia della prestazione.
Non serve una fortuna per iniziare. L’abbiamo detto in svariati modi in questo percorso. Nel tier 1 parliamo di risparmiare, investire, budget, gestione del tempo. Nel tier 2 parliamo di entrate passive e network marketing, perché è una forma di investimento che ti dà una royalty, un’entrata passiva. E oggigiorno avere più piani serve.
L’effetto dell’interesse composto è una conseguenza di tutto questo, ma lo puoi attivare soltanto quando hai dei soldi a reddito e strumenti che permettono di farlo. Come il punto critico nel network marketing che porta un effetto compound inevitabile, o negli ETF dove l’interesse composto lavora per te.
L’interesse composto va utilizzato su soldi che tieni lì, metti a reddito, ma non li devi conteggiare tra la disponibilità per emergenze o per comprare roba. Sono soldi che lavorano da soli mentre tu fai la tua vita. Un domani, dopo X anni, potrai bussare alla porta e utilizzarli.
La sfida è il gioco
La challenge è sfidante. A me piacciono le sfide, mi piacciono gli obiettivi da raggiungere anche quando sono faticosi. Se lo fai con più persone, con il tuo gruppo di pari, ottimo — uno stimola l’altro. Altrimenti ti sfidi da solo.
Poi diventa un gioco, come la palestra ad alzare i pesi. Punti ad alzare 10 kg, poi 20, poi 30. La challenge ce l’hai tu, devi essere sul pezzo.
Risparmiare è possibile anche con piccole somme, con piccoli trucchetti che possono dare ottimi risultati. L’esercizio da fare è selezionare la spesa fantasma che puoi ridurre o sostituire. Andiamo a scremare e migliorare la qualità delle spese che abbiamo.
Cosa farai ora? Quali sono i primi passi che implementerai? Sta a te decidere. Ti ho dato dei suggerimenti, ce ne sono un’infinità. Do your own research, fai le tue ricerche, perché di formatori e mentori c’è un pozzo senza fondo di stimoli e input. Se lo faccio io, perché non devi farlo tu?
Per il resto, preoccupati del tuo albero di Yggdrasill finanziario. Edufin è un percorso nato per accompagnare le persone in questo viaggio — tramite consulenze e percorsi individuali, non one to many, perché voglio pochi ma che portino risultati.
In bocca al lupo per la costruzione del tuo futuro finanziario.
© 2024 – Maurice Zangheri Edu. Fin. – Tutti i diritti riservati : Privacy Policy, Cookie Policy
Maurice Zangheri – Via Montescudo, 82 – 47853 – Ospedaletto di Coriano (RN) – Italy
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