Network Marketing e Lavoro Full Time: Come Gestire il Datore di Lavoro e i Quattro Pilastri del Successo
Questa è la seconda parte del discorso su come far coesistere network marketing e lavoro a tempo pieno. Nella prima parte abbiamo visto il metodo Time Blocking e la pianificazione settimanale. Oggi chiudiamo il cerchio parlando di qualcosa che fa tremare molti: il rapporto col datore di lavoro.
Perché l’ho vissuta io per 14 anni e 4 mesi. Prima nel ristorante di famiglia, poi come programmatore dipendente. So di cosa parlo.
La verità sul datore di lavoro
Permettimi la schiettezza, ma è giusto che parliamo tra i denti come stanno le cose.
Il datore di lavoro altro non è che colui a cui, previo pagamento di una quota pattuita, dai il diritto di decidere cosa fai. E trascorrerai buona parte della tua vita con quel datore di lavoro e i tuoi colleghi.
Facciamo un esercizio. Prendi carta e penna, sai che nei video lo chiedo sempre. Quante ore dormi? Mediamente la persona va dalle 6 alle 8 ore, salvo che non sei come Berlusconi che era arrivato a dormire 3 ore per efficientare. Fai 24 meno 6 o 8. Quanto tempo perdi per andare al lavoro, andata e ritorno? Mezz’ora più mezz’ora. Quante ore stai al lavoro? Mediamente dalle 7 ore e mezza alle 8 ore e mezza.
Comincia a fare una somma e dimmi quanto ti è rimasto di ore di operatività tua. Poi quanti impegni hai della famiglia che devi seguire? Togli quella media, quelle 3-4 ore.
Ti renderai conto di quanto tempo hai davvero. Suddividi per categorie e vedrai che le ore di lavoro incidono tantissimo in quella proporzione. Se lavori 8 ore, 8 per 3 fa 24: un terzo della giornata te la ciucci 5 giorni alla settimana.
Ecco perché è importantissimo capire che tu decidi che la tua vita abbia un prezzo commisurato allo stipendio che ti danno. E se decidi di fare network marketing, devi gestire al meglio il fatto che deve essere tutelato il tuo posto di lavoro e il rapporto col datore.
Il problema delle obiezioni sul lavoro
È una delle problematiche maggiori che vedo, anche tra i miei ex colleghi e conoscenti che hanno un lavoro da dipendente. Molte aziende hanno nel regolamento che non puoi fare un altro lavoro, anche se non c’entra niente col settore merceologico.
Certe categorie di lavori in Italia non permettono che la persona risulti fare network marketing. Chi lavora nella pubblica amministrazione, per esempio. Sono tutta una serie di beghe non indifferenti, ma che possono essere aggirate se hai veramente l’obiettivo di farlo.
Molto spesso questa diventa un’obiezione, una scusa per non alzare il sedere.
Cosa fare col datore di lavoro
Trasparenza totale se richiesta. Se te lo chiede, tu rispondi. Mantieni alto le performance lavorative, anzi costanti, in modo che non venga notata nessuna differenza. Io suggerisco di performare anche meglio in termini di qualità del lavoro, perché nel network marketing impari sempre delle skills. Se sapessi già tutto, perché cavolo vai a fare il dipendente quando col network marketing magari guadagni il triplo? Vuol dire che ti mancano delle skills, e quelle puoi metterle come valore di risorsa umana nel lavoro. Magari grazie a quelle ti danno un aumento o una promozione.
Separa completamente le due attività. Non fare mai network marketing durante le ore di lavoro coi colleghi. A parte che te li bruci, ma poi non è corretto. Rischi veramente che il datore di lavoro ti faccia una comunicazione o ti dica “ciao bello, ti licenzio”.
Non usare risorse aziendali mentre fai l’attività. Non coinvolgere i colleghi senza permesso. Se poi lo fai fuori dall’orario di lavoro, nelle pause pranzo per esempio, c’è una metodica diversa. Ma non rompere le scatole continuamente, perché la gente ti manda anche a cagare. E fanno bene. Se lo facessero a me, uguale.
Uno script di esempio
Premessa: chi mi conosce lo sa, non amo gli script. Ma possono essere utili come spunto.
Io direi: “Sto sviluppando un’attività personale nel tempo libero che mi sta aiutando a crescere professionalmente. Questo non interferisce con il mio lavoro, anzi mi sta rendendo più motivato e produttivo. Le skills che sto imparando di tasca mia e di tempo mio le sto applicando qui per migliorare la qualità del lavoro.”
Se poi è sostenuto da fatti oggettivi, il datore del lavoro non può assolutamente romperti le scatole. Salvo che non sia un bipolare o abbia problemi cognitivi. Però so che ci sono anche quelli.
Il sistema di monitoraggio
I KPI possono essere i grafici e le statistiche nel tuo backoffice dell’azienda di network marketing. Monitorare i contatti: fare cinque contatti al giorno, contatti non chiusure. Un collaboratore al mese, quell’esempio che abbiamo fatto nell’altro video.
Segnati gli obiettivi, monitorali ogni giorno se sono giornalieri o settimanalmente. Quando li raggiungi in anticipo, spuntali. Puoi usare post-it appiccicati come ce li ho io qui, o in altro modo.
Condividi i risultati col team, così che anche le upline vedano che c’è operatività. Non aspettare che gli altri lavorino mentre tu guadagni — anche loro stanno svolgendo il loro lavoro.
L’obiettivo mensile auspicabilmente potrebbe essere un’entrata extra di qualche migliaio di euro, ma col tuo piano marketing magari richiederà più tempo. Non prendiamoci in giro. Però se l’obiettivo finale è €1000 al mese, lo scomponiamo per step.
Dipende anche se il prodotto o servizio è ricorrente, cioè viene riconsumato regolarmente, oppure no. Se è un no, ogni mese devi beccarti clienti nuovi.
I quattro pilastri del successo
Primo pilastro: il mindset dell’abbondanza. Il tempo si trova, non si cerca.
Se fai un’analisi della tua giornata tipo, vedrai che ti fotti qualche oretta tranquillamente. I social sono una delle fonti maggiori di distrazione e non ti rendi neanche conto di quanto tempo passa.
Io è da molto che ho iniziato a limitarli. Instagram lo guardo ogni tanto quando sono in fase relax. Quando decido di staccare, come oggi pomeriggio, tiro dritto. Stasera mi cucino qualcosa, guardo un anime in spagnolo così alleno la lingua nel frattempo — unisco l’utile al dilettevole — e magari mentre sta cuocendo guardo Instagram, video o pagine di case e terreni. Ma in quel momento lì, non sempre.
Ho efficientato. I social li guardo solo quando devo pianificare i post: apro Meta, pianifico, chiudo Meta. Idem per X e LinkedIn quando devo postare i contenuti del blog.
La crescita personale continua è fondamentale. In questa industria del network marketing la formazione dovrà essere costante. E ti dico anche un’altra cosa che probabilmente a qualcuno darà molto fastidio: dovrà essere fatta anche a pagamento, perché certe informazioni e formazioni di nicchia vanno giustamente pagate.
Io ho un budget ogni anno e con piacere è un investimento, perché ne esco migliorato anche come velocità di elaborazione dei dati. Se ti alleni molto sulla crescita personale — marketing, comunicazione, gestione del tempo, mindset, leadership, gestione delle persone, analisi del mercato, posizionamento, obiezioni dei prospect e come disinnescarle — elabori tutta una serie di cose. C’è un bordello, ma quando alleni la mente a elaborare questi dati diventa automatico.
Come ieri in presenza, quando i ragazzi in tre o quattro simulavano le obiezioni e me le ponevano. Io senza prepararmi nulla, sbam, gli sbattevo la soluzione. Fantastico.
Secondo pilastro: due entrate per la sicurezza finanziaria. Oggigiorno è sempre più importante avere un piano B. Anche un piano C servirebbe.
Terzo pilastro: un sistema replicabile. Lo puoi far fare anche agli altri, quello è il figo. Procedure scritte e testate. Prima sono state ideate e testate, poi una volta che funzionano vengono trascritte e ufficializzate, collaudate.
L’automazione massima possibile è fondamentale. Come per prendere gli appuntamenti: ieri sera mi è arrivata una notifica tramite email collegata a Calendly. Mi hanno fissato un appuntamento per la prossima settimana, mercoledì dalle 8 alle 9 di mattina.
Se non facevo così, la persona interessata mi avrebbe dovuto contattare: “Moris, quando sei libero?” E io avrei dovuto guardarmi l’agenda, dire “io ho questi slot, tu come sei messo?”, “ah io son messo così”, “ah io son messo cosà”. Ti stai 20 minuti per fissare un appuntamento. Invece così lui in autonomia ha preso il primo slot libero che gli andava bene, boom.
Quanto ci ha messo? Un minuto e mezzo, tempo di fare due click. Se ho 10 appuntamenti da fissare e ci metto un quarto d’ora per appuntamento, sono 150 minuti. Diviso 60 sono 2 ore e mezza per fissare 10 appuntamenti. Con Calendly ci mettono loro un quarto d’ora totale e io ho gestito con zero tempo. Capisci quanto è impattante? Cazzarola.
E poi la scalabilità garantita: poter sostenere grossi ingressi e grossi volumi di lavoro.
Quarto pilastro: la disciplina ferrea.
Se sei un atleta sportivo che ha fatto gare, o uno che ha fatto arti marziali, capisci benissimo il concetto di disciplina. Qui è fondamentale perché, a differenza di un dipendente che ha orari fissi o di un lavoratore autonomo che ha orari di apertura, tu ti devi decidere l’agenda e organizzarti di conseguenza.
Hai la responsabilità tu di fare o non fare una cosa. L’upline deve avere l’autorizzazione di dirti in faccia “guarda che stai facendo una minchionata, guarda che non stai facendo niente”, poi però decidi tu cosa fare.
Priorità chiare e rispettate. Fai poco ma fallo bene. Fai tre ore, non farne otto da cazzo. Fanne tre fatte da Dio e poi stacchi.
Non si salta mai un giorno. Ogni giorno devi fare qualcosa, come quando vai in palestra.
Sacrifici mirati e temporanei. Suona male la parola sacrificio, però come dice Gianluca Spadoni, le parole sono gravide dei loro significati. Sacrum facere: fare qualcosa di sacro. Qual è la cosa più bella? Sacrificarsi facendo qualcosa di sacro per noi stessi, per un appagamento futuro, per un miglioramento del nostro benessere economico-finanziario.
Focus sui risultati. Il mercato paga per il valore percepito. Se porti valore verrai pagato. Quanto valore porti sul mercato, quanto viene riconosciuto, tanto verrai pagato.
Nel network soprattutto: tante persone nel tuo team aiuterai a far crescere, l’azienda ti pagherà sempre di più. Ecco perché c’è scalabilità e non si sa mai quanto sarà l’importo che potremo raggiungere.
C’è gente che si accontenta di €300 al mese. Ma se ne hai 10 diretti che puntano a €200 al mese e ci arrivano, tu vuoi €200 al mese, ma fai la somma: 200 per 10 persone sono €2000. Hai fatto un per 10. A meno che anche tu come lavoro personale non fatturi €200, e allora sarebbero €2200.
E celebra sempre i successi. Non solo una pacchetta sulla spalla, ma datti un riconoscimento, un premio.
Il piano d’azione dei prossimi 30 giorni
Le prime due settimane configuri tutto, prepari tutto, definisci strategicamente come procedere. Se vuoi usare i social, come utilizzarli, quali contenuti realizzare. Identifica anche i primi 50 prospect o perlomeno la nicchia dove vuoi buttarti. Sono prospect per la vendita, per la collaborazione, o entrambi? E procedi ad avere un magnete che te li attragga.
La terza settimana è l’operatività. Cominci a essere operativo: contatti, primi colloqui, prime chiacchierate, prime presentazioni, i rifollow-up.
Chiedi sempre: “Cosa ti è piaciuto? Trovi qualcosa su cui si può migliorare?” Perché se ti fanno delle critiche possono essere utili. Devi fare qualcosa che il pubblico e le persone che ti ascoltano capiscano. Se ti fanno notare qualcosa che non va, prendilo come un regalo.
Proprio stamattina mi è arrivato un vocale: “Moris, ottimo il video, ottimi spunti operativi. Però ho notato questo…” E l’ho ringraziato perché mi ha dato feedback. Era una cosa che già notavo di me, degli automatismi che mi vengono, ma è ottimo avere conferma esterna.
Misura e ottimizza sempre. Più che correggere, perfeziona.
I risultati attesi nei 30 giorni
Se fai bene il lavoro e comincia a esserci un referral delle attività fatte, anche perché le presentazioni dovrebbero essere una o due alla settimana, due o tre clienti partner ci possono stare. Se hai un ritmo di almeno tre-cinque contatti al giorno, in base al piano marketing potresti aver guadagnato i tuoi primi qualche centinaio di euro. €300-800 è realistico.
La conclusione
Il successo nel network marketing part-time non dipende dal tempo che hai, ma da come lo utilizzi.
In 11 anni ho imparato a mie spese, ahimè, e anche sbagliando, che la consistenza quotidiana di 3 ore vale più di 20 ore nel weekend. Non è fare 50.000 ore, è farne poche fatte bene.
C’è un formatore che è anche amministratore delegato che racconta: “Povere bestie. Li facevo lavorare, poi facevano la riunione di sera dopo una giornata di lavoro e loro erano bruciati. Gli dicevo: andate a casa.”
Fai la roba finché ce n’è. Quando senti che le pile non vanno, fermati. Quando faccio i video, una volta ne ho fatti cinque in un giorno, però dopo ho detto basta perché sennò non connetto più. Sei performante quando puoi.
Come dice Kiyosaki: il network marketing non è un modo per arricchirsi velocemente, ma un modo per costruire ricchezza nel tempo.
In bocca al lupo qualunque sia il tuo momento all’interno del network marketing, o se ti accingerai a entrare in questa bellissima industria che dà grosse soddisfazioni.
Se vuoi una call gratuita per valutare il tuo business attuale, analizzare quali nicchie sono utili oggi, o scoprire quello che sto portando avanti, i contatti li trovi qui sotto.
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